Il mondo spinge sull’idrogeno, quali i rischi da gestire per le assicurazioni?

Il mondo spinge verso l’idrogeno nella corsa alla decarbonizzazione, e le assicurazioni devono stare al passo. Se le coperture relative ai danni da idrogeno sono state finora rare nel mercato assicurativo, infatti, in futuro si può prevedere un aumento significativo della domanda.

Incentivato da programmi di finanziamento pubblico in tutto il mondo, si prevede che l’idrogeno giocherà un ruolo di primo piano nella transizione energetica verso un’economia a basse emissioni di carbonio. All’inizio del 2021, più di 30 Paesi hanno realizzato programmi in questo ambito, con più di 200 progetti su larga scala in cantiere e, secondo McKinsey, sono stati impegnati dai governi del mondo più di 70 miliardi di dollari in finanziamenti pubblici. L’Unione Europea ha assegnato all’idrogeno un ruolo centrale nel suo massiccio piano per la decarbonizzazione, e in Italia il Governo Draghi vi ha allocato con il PNRR 3 miliardi di euro.

Ma se la tecnologia dell’idrogeno è in uso da decenni, i grandi progetti attualmente pianificati richiedono una decisa progressione nella gestione del rischio: dai rischi potenziali intorno alla sua produzione, stoccaggio e trasporto, in particolare incendi ed esplosioni, a possibilità di guasti tecnici e interruzioni di attività.

Vediamo quali sono i principali rischi da tenere in considerazione.

Assicurazioni sull’idrogeno: rischi di incendio e di esplosione

Il rischio principale quando si manipola l’idrogeno, se si mescola con aria, è l’esplosione. Le perdite sono difficili da identificare senza rivelatori dedicati, poiché l’idrogeno è incolore e inodore. Una fiamma di idrogeno è quasi invisibile alla luce del giorno. Le statistiche mostrano che circa un incendio di idrogeno su quattro può essere attribuito a fughe e circa il 40% di esse non viene rilevata prima della perdita.

Nel corso degli ultimi 5 anni, tra tutti i settori industriali incendi ed esplosioni hanno causato danni considerevoli con perdite per più di 14 miliardi di euro. Escludendo i disastri naturali, più della metà dei maggiori sinistri analizzati erano dovuti a questa causa, rendendola la prima fonte di perdita per le aziende di tutto il mondo.

Assicurazioni sull’idrogeno: infragilimento dei materiali

La diffusione dell’idrogeno può causare l’infragilimento del metallo e dell’acciaio (specialmente gli acciai temperati) e una vasta gamma di componenti potrebbe esserne colpita, come per esempio, tubazioni, contenitori o componenti di macchinari. Insieme all’infragilimento può verificarsi la “hydrogen-assisted cracking” (HAC).

Per la sicurezza dei sistemi a idrogeno, è importante che problemi come il rischio di infragilimento e HAC siano messi in conto in fase di progettazione. Ciò è garantito dalla selezione di materiali che sono adatti ai carichi previsti e dalla valutazione di condizioni operative appropriate (pressione del gas, temperatura, carico meccanico). Gli acciai temperati sono particolarmente a rischio di danni legati all’idrogeno.

Esposizione all’interruzione dell’attività

La produzione o il trasporto di idrogeno coinvolge tipicamente attrezzature ad alta tecnologia e un guasto a parti critiche potrebbe causare una grave interruzione dell’attività e perdite finanziarie significative.

Per esempio, in caso di danni alle celle elettrolitiche (utilizzate nell’elettrolisi dell’acqua) o agli scambiatori di calore negli impianti di liquefazione, potrebbero essere necessarie settimane, se non mesi, per sostituire tali attrezzature essenziali, con conseguenti ritardi nella produzione. Inoltre, i costi di interruzione dell’attività a seguito di un incendio possono aumentare significativamente il costo del sinistro finale: la perdita media per la Business Interruption (BI) a seguito di un incendio è calcolata come superiore di circa il 45% rispetto al Danno Diretto.

L’articolo Il mondo spinge sull’idrogeno, quali i rischi da gestire per le assicurazioni? proviene da InsuranceUp.